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giovedì 20 aprile 2017

Voucher telematici: previsto il rimborso per i versamenti effettuati dopo il 17 marzo 2017


Studio Borghi, importante studio di consulenti del lavoro con all'interno il proprio centro di elaborazione dati a Milano, ha pubblicato sul sito web le ultime novità in materia di lavoro nella sezione dedicata alle news.

In particolare, si riporta qui di seguito la disposizione relativa al lavoro accessorio fornita dall'INPS con il messaggio del 14/04/2017 n. 1652.

L'Inps ha reso noto che non sarà possibile registrare prestazioni di lavoro attraverso la procedura online del lavoro accessorio se i voucher sono stati acquistati dopo il 17 marzo 2017. Diversamente, per tutti quei buoni lavoro per cui la procedura di acquisto si sia ultimata entro il 17 marzo 2017 sarà possibile per i datori di lavoro procedere all'uso e alla comunicazione delle prestazioni lavorative, le quali dovranno  necessariamente essere svolte entro e non oltre il termine del 31 dicembre 2017.

L'Inps evidenzia che per i soli voucher telematici acquistati tramite bollettino postale, bonifico, F24 e sito internet, dopo il 17 marzo 2017, non potendo essere usufruiti, saranno rimborsati a cura delle strutture territoriali dell'Istituto previdenziale, previa verifica.

Si ricorda anche che fino alla data del 31 dicembre 2017 non sarà possibile usare i voucher acquistati dalla regione Toscana entro la data del 17 marzo 2017 per l'esecuzione del progetto regionale "Pronto Badante".

Per ulteriori informazioni lo Studio rimane a disposizione e invita a consultare per un maggior approfondimento le news pubblicate su www.studio-borghi.it.





lunedì 20 marzo 2017

Consiglio dei Ministri: abrogati i voucher


Studio Borghi, studio di consulenti del lavoro e amministrazione del personale dipendente, ha caricato sul proprio sito web le ultime novità settimanali in materia di lavoro.

Nello specifico, si comunica che il Consiglio dei Ministri (CdM) ha abrogato l'Istituto del lavoro accessorio (c.d. voucher).

Fino al 31 dicembre 2017 verrà previsto un regime transitorio per consentire l'uso dei buoni per prestazioni di lavoro accessorio già richiesti alla data di entrata in vigore del decreto legge.

Lo Studio, esperto in elaborazione buste paga e contributi con sede a Milano, resta disponibile ulteriori approfondimenti.






venerdì 22 luglio 2016

Inps: voucher acquistabili alle Poste



A partire dal 23 maggio 2016 è possibile acquistare presso le poste i voucher da parte di tutti i committenti, previa registrazione sul sito dell'Inps, inclusi imprenditori e liberi professionisti.

I buoni lavoro telematici vengono stampati presso gli uffici di posta per il valore nominale variabile richiesto al momento dell'acquisto e che parte da un minimo di € 10,00 a un massimo di € 200,00.

La commissione di acquisto è per singolo buono lavoro di € 1,50 + Iva. Si ricorda, inoltre, che possono essere acquistati voucher fino ad un massimo di 5.

Una volta acquistati i voucher e prima di iniziare qualsiasi prestazione lavorativa, il committente deve indicare all'INPS i seguenti dati:

- proprio codice fiscale;
- i dati del prestatore (nome, cognome, codice fiscale);
- luogo di lavoro;
- la data di inizio e fine della prestazione;
- i giorni/periodi di effettiva prestazione.

Si precisa inoltre che sul sito dell'INPS nella sezione Informazioni > Lavoro accessorio Area Dedicata) è presente il manuale - guida che indica i termini di utilizzo della procedura relativa ai voucher venduti presso gli uffici postali.

Per ulteriori informazioni è possibile chiedere maggiori informazioni ai nostri consulenti del lavoro, esperti in amministrazione e gestione del personale, o consultare il sito www.studio-borghi.it.












giovedì 24 marzo 2016

Decreto correttivo Jobs act: i voucher diventano tracciabili





Il primo decreto correttivo dei decreti attuativi del Jobs Act – da approvare in una delle prossime riunioni del Consiglio dei Ministri – rende i voucher per le prestazioni di lavoro accessorio pienamente tracciabili, al fine di eliminare usi impropri ed illegali degli stessi.

Le imprese che li utilizzeranno dovranno comunicare preventivamente, in modalità telematica, il nominativo ed il codice fiscale del lavoratore per il quale verranno utilizzati, insieme con l’indicazione precisa della data e del luogo in cui svolgerà la prestazione lavorativa e della sua durata. Introducendo una modalità di controllo analoga a quella già utilizzata per il “lavoro a chiamata”, si cerca di impedire possibili comportamenti elusivi delle aziende, le quali spesso acquistano il voucher, comunicano l’intenzione di utilizzarlo ma poi lo usano solo in caso di effettivo controllo da parte di un ispettore del lavoro.

Dal lavoro di monitoraggio e di valutazione del Ministero del Lavoro, condotto in collaborazione con INPS, emergono dati interessanti. È il caso, in particolare, dei voucher utilizzati per retribuire, nel corso del 2015, le prestazioni di lavoratori che nei mesi precedenti avevano già avuto un rapporto di lavoro, subordinato o autonomo, con lo stesso datore: un fenomeno che interessa il 7,9% dei lavoratori se si prendono a riferimento i tre mesi precedenti; o il 10% se si considera i sei mesi precedenti. Il dato appare però in decrescita da luglio, quindi dal momento dell’entrata in vigore del decreto di riordino dei contratti. I settori nei quali si concentra il maggior numero di committenti in riferimento agli acquisti complessivi di voucher superiori a 100mila euro risultano quelli del commercio, turismo e servizi.

La presenza, tra i grandi committenti, di soggetti che operano nel settore delle manifestazioni sportive e culturali si può spiegare come il risultato di un uso ormai consolidato del lavoro accessorio come strumento di retribuzione di prestazioni legate a grandi eventi sportivi, sociali e culturali che hanno un’effettiva natura occasionale. Per quanto concerne i settori del turismo, del commercio e dei servizi è invece necessario un approfondimento sui motivi che hanno determinato una forte crescita del ricorso al lavoro accessorio. Su questi casi, che prefigurano possibili utilizzi irregolari dei voucher e pratiche di “sommersione” di rapporti di lavoro precedentemente regolamentati da forme contrattuali tipiche, si concentrerà, specificamente, l’attività di controllo.

Questa attività, già espressamente prevista dal documento di programmazione della vigilanza 2016 predisposto dal Ministero del Lavoro, sarà resa più efficace grazie alla costituzione dell’Ispettorato del lavoro.

Studio Borghi Srl